le jeu

poesia e arte

antoniopalmerini:

Paesaggio urbano on Flickr.

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Spesso non ricordo cosa sogno. Eppure mi era rimasto in corpo qualcosa. Anche i sogni si strappano. Lasciano tracce sensibili quando dolci e calmi prendono quota nel corpo volano dentro il tuo sangue e non precipita alcun senso il loro è un dondolio leggero come quello tra le braccia di tua madre quando bambino ti disegnava una veste lieve addosso un sonno più profondo e tenero quell’abito si faceva alla fine risveglio in altri luoghi da cui fare ritorno come nascendo ancora e festoso affamato di un nuovo giorno. Al mio risveglio intorno c’era un odore forte di fumo nell’aria mi sembrava che la casa stesse bruciando tra le fiamme lampade incandescenti tuonavano immagini che non riconoscevo e gli uomini come lupi in un buio deserto correvano pazzi per quella brillantezza mai vista sembrava che il mondo tutto il mondo in quell’unico luogo ardesse e le mura i bastioni di cinta la magia d’oro di un fasto trascorso nel presente crollassero in un attimo ondeggiava sotto di me la pietra della soglia così feci un salto e mi ritrovai ancora più nuova l’aria leggermente fresca e umida e i piedi immersi nell’erba mi tolsi le scarpe per camminare più svelta e dalla terra una piacevole freschezza tradusse in me parole che mai avevo sentito prima anche da bambina non indossavo mai le scarpe a casa e la terra dell’orto o dei campi d’estate era un trono dei sensi rimasi così in attesa a lungo quasi cadendo per la stanchezza di fissare in me un colore che si faceva sempre più intenso e prossimo un rumore di vento un’onda trasportata da un altrove senza riconoscimento era come se camminassi restando immobile dentro un respiro e un flusso lì davanti ad un mare calmo il mio sonno era una spiaggia e le tue mani una sabbia senza più il peso del tempo.
fernanda ferraresso

antoniopalmerini:

Paesaggio urbano on Flickr.

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Spesso non ricordo cosa sogno.
Eppure mi era rimasto in corpo qualcosa.
Anche i sogni si strappano.
Lasciano tracce sensibili
quando dolci e calmi
prendono quota nel corpo
volano dentro il tuo sangue e non precipita
alcun senso il loro è un dondolio leggero
come quello tra le braccia di tua madre
quando bambino ti disegnava una veste lieve addosso
un sonno più profondo e tenero quell’abito
si faceva alla fine risveglio
in altri luoghi da cui fare ritorno
come nascendo ancora e
festoso affamato di un nuovo giorno.
Al mio risveglio intorno
c’era un odore forte
di fumo nell’aria
mi sembrava che la casa stesse bruciando
tra le fiamme lampade incandescenti
tuonavano immagini che non riconoscevo
e gli uomini come lupi in un buio deserto correvano pazzi
per quella brillantezza mai vista sembrava che il mondo
tutto il mondo in quell’unico luogo ardesse e
le mura i bastioni di cinta la magia d’oro di un fasto trascorso
nel presente crollassero in un attimo
ondeggiava sotto di me la pietra della soglia
così feci un salto e mi ritrovai ancora
più nuova l’aria leggermente fresca e umida
e i piedi immersi nell’erba
mi tolsi le scarpe per camminare più svelta e dalla terra
una piacevole freschezza tradusse in me parole che mai avevo sentito prima
anche da bambina non indossavo mai le scarpe
a casa e la terra dell’orto o dei campi d’estate era un trono dei sensi
rimasi così in attesa a lungo quasi cadendo per la stanchezza di fissare in me
un colore che si faceva sempre più intenso e prossimo
un rumore di vento un’onda trasportata da un altrove senza riconoscimento
era come se camminassi restando immobile
dentro un respiro e un flusso
lì davanti ad un mare calmo
il mio sonno era una spiaggia e le tue mani
una sabbia senza più il peso del tempo.

fernanda ferraresso

— 2 giorni fa con 19 note
#le jeu  #poesia  #fotografia  #fernanda ferraresso  #antonio palmierini 
antoniopalmerini:

Lampi on Flickr.


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sul legno il luogo dell’uomo è un segno più dentro in un contorno non più solo fisico un mondo di memoria configura chi nascosto più di un’ombra invisibile e scaltro sta ai margini di un libro senza tempo o verbo e spazio si affaccia verso un paesaggio vasto che dissimula una ancor più vasta landa dove il silenzio è vigile maestro e più del cielo notturno si tende su tutte le mappe dell’essere schermando il vuoto del suo cosmo quel sé che lo accende

fernanda ferraresso

antoniopalmerini:

Lampi on Flickr.

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sul legno
il luogo dell’uomo è
un segno
più dentro in un contorno non più solo
fisico un mondo di memoria configura
chi nascosto più di un’ombra
invisibile e scaltro sta ai margini
di un libro senza tempo o verbo
e spazio si affaccia verso
un paesaggio vasto che dissimula
una ancor più vasta landa dove il silenzio
è vigile maestro e più del cielo
notturno si tende su tutte le mappe
dell’essere schermando il vuoto del suo cosmo
quel sé
che lo accende

fernanda ferraresso

— 2 giorni fa con 13 note
#le jeu  #fernanda ferraresso  #poesia  #antonio palmierini  #fotografia 
antoniopalmerini:

The house by the sea on Flickr.


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Da altre solitudini qui si nasce e ancorati qui si muore il posto è lo stesso questa composta di terra e di cielo una raccolta di memorie e bugie ossari di candide giornate manguste barattate con i sogni e i sortilegi del caso la sfortuna d’essere nati qui o la fortuna d’essere usciti là nei regni oltre il paradiso o dentro l’inferno video-game-ti a dritta dell’africa a occidente dell’india a nord dell’angola a sud della bosnia e ancora in tutti i crociati arsenali della guerra che sbandiera menzogne dorate come pane da mangiare e ricchezza da rubare dalla pancia sverginata del pianeta nel ventre dello stupro di cento mille celle migliaia di femmine che rimpiazzano altre ingovernabili orribili creature torturate dalla stortura di pensieri velenosi terremotate ideologie fasulle iniettate a colpi di democratica tirannide. L’indulgenza plenaria ai propri debiti l’indecenza di credersi potenti qui su questo affollato innocente pianeta dove si può solo essere pleuri un respiro che dura l’attimo per vedere lo specchio di se stessi in quello di un altro.
fernanda ferraresso

antoniopalmerini:

The house by the sea on Flickr.

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Da altre solitudini qui
si nasce e ancorati qui
si muore
il posto è lo stesso
questa composta
di terra e di cielo
una raccolta di memorie e bugie
ossari di candide giornate manguste
barattate con i sogni e i sortilegi del caso
la sfortuna d’essere nati qui o la fortuna d’essere usciti là nei regni
oltre il paradiso o dentro l’inferno video-game-ti
a dritta dell’africa a occidente dell’india
a nord dell’angola a sud della bosnia
e ancora in tutti i crociati
arsenali della guerra che sbandiera menzogne dorate
come pane da mangiare e ricchezza da rubare
dalla pancia sverginata del pianeta
nel ventre dello stupro di cento mille celle
migliaia di femmine che rimpiazzano altre
ingovernabili orribili creature
torturate dalla stortura di pensieri velenosi
terremotate ideologie fasulle
iniettate a colpi di democratica tirannide.
L’indulgenza plenaria ai propri debiti
l’indecenza di credersi potenti
qui
su questo affollato innocente pianeta dove si può
solo essere pleuri
un respiro che dura l’attimo
per vedere lo specchio di se stessi in quello di un altro.

fernanda ferraresso

— 2 giorni fa con 10 note
#le jeu  #poesia  #fotografia  #antonio palmierini  #fernanda ferraresso 
antoniopalmerini:

Rilke on Flickr.

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venivi da una lontananza senza confinieri un frammento e non avevi voce
di nessuno portavi memorietu eri
solo
te stessa senza avere nemmeno un nome
f.f.

antoniopalmerini:

Rilke on Flickr.

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venivi da una lontananza senza confini
eri un frammento
e non avevi voce

di nessuno portavi memorie
tu eri

solo

te stessa
senza avere nemmeno un nome

f.f.

— 2 giorni fa con 7 note
#le jeu  #fernanda ferraresso  #frammento  #antonio palmierini 

Erik Satie initiés ‘88 - initiés ‘99 (full album: 1999), piano: Branka Parlic

— 1 settimana fa con 3 note
#le jeu  #Erik Satie  #Branka Parlic  #musica 

Original soundtrack from the trailer of the movie Pina by Wim Wenders
This song is called “Lilies in the Valley” and composed by Jun Miyake.

Musique originale de la bande-annonce du film Pina de Wim Wenders
Le titre de la musique est “Lilies in the Valley” et le compositeur Jun Miyake.

The composer is Jun Miyake and the song “Lilies in the Valley”

— 1 settimana fa con 14 note
#le jeu  #soundtrack  #Jun Miyake 

Frida Soundtrack - 18. Still Life, by Elliot Goldenthal

— 1 settimana fa con 1 nota
#le jeu  #soundtrack  #Elliot Goldenthal 

Dimmelo

dimmelo un milione di volte

perché aspetto

da un miliardo di anni

E dimmelo adagio

che io possa sentire tutti

tutti i paesi dentro le tue parole

come rune che si svegliano

e si sollevi da ognuna nel buio

una fitta luce che annodi le voci per farne canzoni

amanti non croci vestite da secoli di sangue.

Scrivilo sul dorso e

sotto il tallone metti la pomice che levighi il mio passo

che ogni impronta ripeta questo messaggio

senza fermarti

ancora una volta

la tua voce si faccia vena

spacchi questo angusto silenzio

semini a ventaglio una gioia di lieviti

e gli uomini che si erano dispersi ora

finalmente si chiamino

da un continente all’altro finalmente si guardino

contro tutto l’orrore da cui sono

stati sepolti.

fernannda ferraresso- inedito

— 2 settimane fa con 6 note
#le jeu  #poesia  #fernanda ferraresso  #dedicata 
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